Il progetto della diga Campolattaro vede la partecipazione delle imprese Ghella e Itinera in due dei tre lotti previsti per la progettazione e costruzione di questo importante bacino nel sud Italia.
Inserito tra le sette iniziative strategiche nazionali nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’opera mira a garantire l’autonomia idrica a lungo termine per la regione.
Originariamente concepito negli anni ’60 per scopi irrigui dalla Cassa per il Mezzogiorno, il cantiere fu interrotto, lasciando incompleta l’infrastruttura.
Una volta ultimata, la diga rifornirà venti comuni nel beneventano e si integrerà con altri acquedotti in Campania.
Dettagli del progetto diga Campolattaro
Il progetto comprende vari interventi tecnici distribuiti su due lotti distinti.
Il primo lotto prevede la costruzione di un tunnel di deviazione lungo 7,5 km e con un diametro di circa 5 metri.
Inoltre, sarà sviluppato un impianto di trattamento delle acque con una capacità massima di 3.000 litri al secondo, insieme a un serbatoio di stoccaggio da 30.000 m³.
Tra le attività del primo lotto è inclusa anche la messa in servizio sia dell’impianto di trattamento che di una centrale idroelettrica.
Infrastrutture del secondo lotto
Il secondo lotto interessa la costruzione di una linea di trasmissione per l’acqua potabile, un sistema di adduzione e le infrastrutture correlate per il potenziamento della rete acquedottistica nel beneventano.
È prevista l’installazione di circa 110 km di tubazioni, con diametri compresi tra 400 mm e 1.800 mm.
Contesto storico e quadro attuale
La diga Campolattaro, inserita nel PNRR, nasce da un progetto degli anni ’60 e risponde alla necessità di rendere operativa una struttura che era rimasta in sospeso.
Foto: Ghella
